Associazione Turistica Pro Loco di Candelara (Pesaro)

 

Candele a Candelara

UN LUMINOSO MERCATINO NATALIZIO - 14° Edizione dalle ore 10 alle ore 21

25-26 NOVEMBRE 2017

2-3 DICEMBRE 2107

8-9-10 DICEMBRE 2017

A Candelara torna la festa italiana dedicata alle candele. Sette giorni tra mercatini natalizi, presepi, spettacoli, concerti, animazioni itineranti, laboratori per bambini, l'Officina di Babbo Natale, mostre, visite guidate, gastronomia tipica della tradizione marchigiana.
Vi aspettiamo per una visita suggestiva e ricca di emozioni, con due spegnimenti dell'energia elettrica; ogni pomeriggio alle 17:30 e alle 18:30 per 15 minuti ogni volta, il paese verrà illuminato solamente dalla luce di migliaia di candele accese, di tutte le forme, colori e dimensioni.

SOLO ED ESCLUSIVAMENTE PER I PULLMAN E' GRADITA LA PRENOTAZIONE
Candele a Candelara

Nell’antico borgo medievale torna la festa dedicata alle fiammelle di cera grazie a due spegnimenti programmati,il paese s’illumina della sola luce delle candele.

Candelara, l’unico mercatino in Italia dove le candele “spengono” la luce elettrica    

INGRESSO ALLA MANIFESTAZIONE: 2€ FINO ALLE ORE 13, DOPO LE 13: 3€ (sempre esclusi dal pagamento i minori di anni 12)

Candele a Candelara

Grazie a due spegnimenti programmati (17.30 - 18.30)
il paese sarà rischiarato dalla sola luce delle candele

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Scarica il libretto dell'edizione 2016

 

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Candele a Candelara

Perché Candele a Candelara? Alcuni cenni storici

Secondo lo storico Luigi Michelini Tocci il toponimo di Candelara - dal latino Candelaria - è da ricercarsi ad una fonte di luce, ad un fuoco, ad un faro. Mentre gli studiosi locali, raccogliendo comunicazioni orali tramandatesi nei secoli, indicano la leggenda secondo cui un signore di Pesaro, volendo costruire un castello in questa zona, fece accendere tre candele in tre posti diversi del borgo. Nel luogo in cui non si fosse spenta, egli avrebbe poi costruito il suo castello. Il nome di Candelara dunque deriverebbe proprio dalle candele che sono diventate dagli inizi di due secoli fa lo stemma del paese.
Il castello di Candelara fu costruito attorno al IX-X secolo. Il complesso era ritenuto piuttosto sicuro, tanto che il vescovo di Pesaro decise di ospitarvi Federico Barbarossa dopo la sconfitta di Legnano avvenuta nel 1176. Quasi tre secoli più tardi, sotto le mura del castello di Candelara ebbero fine le lotte tra  le famiglie dei Montefeltro e dei Malatesti che per anni si erano contese il dominio sul territorio: Federico da Montefeltro  alla testa dell’esercito degli Sforza prese d’assedio il castello e costrinse i Malatesti alla resa. Questo fu l’ultimo fatto d’arme che vide Candelara protagonista. Il destino del castello poi coincise con quello della città di Pesaro da cui ormai dipendeva. 
Candelara era già abitata probabilmente ai tempi dei Romani: dove oggi sorge la Pieve era anticamente presente un tempio pagano. La chiesa venne eretta in epoca medioevale ma è grazie alla famiglia Malatesti che, a metà quattrocento, il complesso venne restaurato e assunse la struttura ancora oggi visibile. La pianta a croce greca e lo stile architettonico tardo gotico ne costituiscono la particolarità. Come molte pievi antiche gli interni erano quasi completamente affrescati: oggi ne sono visibili alcuni frammenti.
I diversi quadri sono stati eseguiti tra il 1500 e il 1700 da importanti artisti del pesarese, come Pompeo Morganti e Giovanni Venanzi. Fa eccezione la Madonna del Rosario del veneto Claudio Ridolfi, in cui una bellissima Vergine contornata da angeli domina la scena. Altre opere di pregevole valore artistico sono l’organo del 1700 ancora perfettamente funzionante e la Via Crucis la cui unica altra fusione è stata realizzata per il Vaticano. Recente l’acqisizione dell’icona il battesimo realizzata dall’iconografa Francesca Pari posta vicino all’antico battistero.
A poca distanza dalla Pieve, immersa nel paesaggio rurale si trova Villa Berloni. Le origini della costruzione risalgono al 1300, quando venne edificata una torre di avvistamento per difendere il territorio in un periodo in cui frequenti erano gli scontri tra Malatesti e Montefeltro. Con la fine delle ostilità la torre fu venduta all’importante famiglia degli Abati Olivieri che ne fece una residenza vacanziera. La villa conobbe il periodo di massimo splendore nel 1700, quando, su commissione dei nuovi proprietari, la famiglia Almerici, venne restaurata dal famoso architetto Luigi Vanvitelli al quale si deve l’aggiunta delle strutture laterali che ricordano i bastioni delle rocche quattrocentesche. Successivamente la villa andò incontro ad un progressivo e lento degrado, raggiungendo l’apice durante la seconda guerra mondiale quando venne utilizzata come rifugio per gli sfollati e depredata di tutti i suoi arredi. Nel 1980 venne acquistata dalla famiglia Berloni e completamente risistemata, riarredata e restaurata, così da riportarla ai fasti di metà settecento. Gli arredi appartengono a epoche diverse, ma sono stati accostati in modo da creare un effetto il più possibile elegante e armonico. Oltre a vari pezzi d’antiquariato del 1600-1700, sono da ammirare le opere pittoriche, tra cui la Sibilla Cumana probabilmente attribuibile al Guercino.

Per qualsiasi richiesta di informazioni, dubbi, curiosità scriveteci direttamente dal nostro sito!!

Per informazioni: Piergiorgio Pietrelli: 339/2937316 - Pro Loco di Candelara: 0721/286693 - e-mail
Ufficio Stampa: Claudio Salvi 347/9233044 - e-mail

candelara buio
Il borgo illuminato dalle candele

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